Gli antiquari raccontano la storia di Carla Maria Maggi: il segreto di una vita

8 dicembre 2018 | La voce degli antiquari

Di Alessandra Giglio, Antichità Giglio

Nel 1997 l’imprenditore tessile Vittorio Mosca trova nella soffitta della sua casa d’infanzia a Cuvio, sul Lago Maggiore, tele, pennelli e colori degli anni ’30 che mai aveva visto prima. Un segreto che la madre Carla Maria Maggi, ormai 84enne, custodiva da anni, e che in quel momento ha dovuto ricordare e raccontare: “sì, è vero dipingevo un po’… amavo l’arte, ma è passato così tanto tempo.”

Carla Maria Maggi, nata a Milano nel 1913 da una famiglia borghese, diventa allieva del pittore Giuseppe Palanti e si iscrive giovanissima all’Accademia di Brera. Subito i suoi dipinti dimostrano un grande talento e un’audacia promettenti sia nei soggetti di nudi e ritratti femminili sia nei caratteri stilistici. È una pittrice attenta alle avanguardie e a ciò che stava succedendo nel panorama artistico europeo, realizzando opere molto moderne come La sigaretta del 1934, presentato alla Permanente di Milano; il dipinto riscuote grande successo sia per le capacità tecniche e stilistiche della Maggi sia per il soggetto piuttosto sfrontato per l’epoca: il ritratto di una donna che fuma una sigaretta con grande disinvoltura e sicurezza di sé.

Nel 1937 si sposa e la sua vita è costretta a cambiare rotta. All’epoca infatti le donne borghesi non potevano essere pittrici perché mal viste dall’alta società e lei è costretta ad abbandonare la pittura per sempre per suo marito. Si trasferisce a Cuvio, in provincia di Varese, e ripone la sua vecchia vita in soffitta, lontano dagli occhi di tutti (persino dai suoi) fino al 1997.

Dopo aver sentito la sua storia, il figlio Vittorio ne rimane impressionato e decide di rendere giustizia alla madre, recuperando le sue opere ed organizzando una retrospettiva personale al National Museum of Women in the Arts di Washington nel 2005, un anno dopo la morte della madre. Da lì in poi vengono realizzati una serie di cataloghi in Italia e una mostra al Palazzo Reale di Milano nel 2010: Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni Trenta.

La storia di questa pittrice riscoperta, seppur a lieto fine, risulta spunto per una riflessione più profonda sulla condizione delle donne nell’arte anche in tempi più recenti.

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